La professione dell’amministratore di condominio non è complicata solo per le competenze tecniche specifiche richieste dalla legge, ma è spesso resa complessa per tutto l’aspetto che concerne la gestione delle persone. Ogni giorno ti ritrovi sicuramente ad affrontare situazioni e richieste che non riguardano mai solo il problema oggettivo da risolvere, ma portano con sé tutto quel bagaglio personale che ogni individuo si porta dietro. Quando parliamo di bagaglio personale pensiamo subito allo storico di una persona e al suo percorso ma, all’interno di questo spazio che portiamo con noi, ci sono soprattutto le nostre emozioni.
Le emozioni sono una parte fondamentale dell’essere umano. Sono, di fatto, il motore di tutto ciò che ci spinge ad agire, sia nella vita professionale che in quella personale.
Le emozioni con cui hai a che fare ogni giorno non sono però esclusiva dei tuoi condomini, ma riguardano, ovviamente, anche te. Ogni giorno scendi in campo anche con le tue emozioni, le tue reazioni, il tuo bagaglio emotivo. Conoscersi e sviluppare un’intelligenza emotiva, può aiutarti a comprenderti meglio e ad indirizzare le tue emozioni, e quelle di chi hai di fronte, nel modo corretto.
Sono Stefania Vacirca e da oltre vent’anni aiuto gli amministratori di condominio in tutto il percorso che va dalla gestione contabile fino alla formazione. Questo articolo nasce dagli stessi temi che porto avanti ogni settimana nel podcast Il Bugiardino Condominiale, pensato per chi vuole amministrare i propri condomini con visione e con metodo.
Se preferisci, puoi ascoltare questo articolo in versione podcast qui: Vai alla puntata.
Partiamo da questo: le emozioni non sono mai negative
Una cosa che ho imparato nel tempo, a cui mi sono avvicinata per scelta ma anche per necessità, è che le emozioni sono sempre informazioni preziose. Non esistono emozioni negative o positive in senso assoluto: sono segnali che dobbiamo imparare a interpretare e gestire.
Rappresentano la parte più umana di noi, e saperle riconoscere e è fondamentale per vivere una vita equilibrata, soprattutto in una società che ci chiede di comportarci in modo civile, interponendo una riflessione tra la reazione istintiva dettata dal nostro cervello più primitivo e una risposta più razionale.
Questo non significa diventare dei robot, nascondendo ogni cosa senza farla mai trapelare. Significa semplicemente non farsi travolgere dalle emozioni, che diventano effettivamente negative solo quando vengono vissute agli estremi, senza alcuna via di mezzo.
Prendiamo la rabbia. È un sentimento che porta spesso un connotato negativo, ma se riconosciuta e interpretata in modo sano, può aiutarci a razionalizzare una situazione invece di farci sprofondare in emozioni ancora più difficili da gestire. Se sai che una determinata situazione rappresenta per te un trigger professionale, qualcosa che ti porta a provare rabbia in modo irrazionale, allora, se vuoi continuare a svolgere la tua professione in modo sano per te stesso, dovrai imparare a riconoscerla in anticipo e a gestirla.
Un esercizio semplice da ripetere ogni sera
Il consiglio che mi sento di darti, sia come professionista che come persona che ha scelto di lavorare molto su questo aspetto della propria vita, migliorandola concretamente, è di dedicare attenzione alle tue emozioni, riconoscendole invece di considerarle marginali rispetto alla professione. Lo so, spesso non abbiamo nemmeno la lucidità per accorgerci di cosa ci sta succedendo mentre accade, né per riconoscere in tempo reale una situazione come un trigger emotivo, ma è proprio a questo che serve allenare le proprie emozioni in contesti di calma, per essere abituati a reagire in un determinato modo in contesti di stress.
Un esercizio che ti consiglio, utile non solo come amministratore ma anche come persona, come partner, come figlio, come amico, è dedicare del tempo a ripercorrere quello che hai vissuto durante la giornata. Se, comprensibilmente all’inizio, farlo in tempo reale non ti viene automatico, puoi provare a farlo la sera, quando sei a letto, o in un tuo posto sicuro, e ripensare a cosa avresti potuto gestire meglio o diversamente.
Probabilmente, almeno all’inizio, ti accorgerai che alcune situazioni le hai gestite peggio di quanto avresti voluto, rispetto a quello che vorresti essere e comunicare. Non è un problema: nessuno gestisce tutto perfettamente al primo tentativo (ma nemmeno al secondo).
Alla base di ognuno di noi c’è una radice che ci guida ovunque andiamo, che riguarda chi vogliamo essere e come vogliamo comportarci, e questa linea guida è quella che ci porta a vivere le giornate in un modo oppure in un altro.
Magari, facendo questo esercizio, arriverai alla conclusione di aver gestito tutto correttamente, ed è un’ottima cosa. In questo caso fai un passaggio ulteriore: questa consapevolezza a livello emotivo corrisponde a come ti senti fisicamente?
Non è raro sentire di persone che pensano di stare bene, ma vengono smentite da segnali che il corpo manda per ricordarci che forse stiamo somatizzando delle situazioni difficili, che potremmo gestire diversamente o, anche, lasciare andare.
Tu sei il tuo punto di partenza, gli altri il tuo punto di arrivo.
L’argomento di questa puntata è proprio l’intelligenza emotiva, perché spesso ci concentriamo solo sull’essere competenti e preparati su nozioni tecniche da trasmettere agli altri per dimostrare di conoscere bene un determinato argomento. In realtà il rapporto più personale e più importante che abbiamo è quello con noi stessi, ed è proprio partendo da quel rapporto che riusciamo a trasmettere agli altri, ai nostri condomini per esempio, una gestione più serena delle situazioni.
Essere più consapevoli a livello emotivo ti permette di gestire meglio anche la parte più conflittuale del condominio, che resta un piccolo ecosistema in cui si concentrano personalità ed emozioni diverse, tutte riversate su di te. A questo si aggiunge il fatto che gestisci uno dei beni più preziosi per una persona, la propria casa, e che la professione dell’amministratore porta ancora con sé pregiudizi importanti da parte di chi la vive dall’esterno.
Per questo motivo, prima ancora di rincorrere ogni certificazione professionale, prima della qualità, prima dei corsi su questo o quell’argomento tecnico, ti invito a fare un lavoro su te stesso, per diventare la tua miglior versione nella gestione interna ed esterna di tutte le dinamiche che ti si creano intorno.
Questo lavoro ti permette di costruire con i tuoi collaboratori e con i tuoi amministrati un rapporto equilibrato, che ti consente di affrontare ogni confronto, anche un’assemblea complicata, senza temere cosa ti verrà detto, e di arrivare a sera potendoti dire con onestà di aver fatto il meglio possibile con gli strumenti e le risorse emotive e mentali che avevi a disposizione in quel momento.
Cosa portarti a casa da questo articolo
Abbiamo visto che le emozioni sono informazioni preziose e non qualcosa da nascondere o da temere, perché diventano un problema solo quando vengono vissute agli estremi e ci travolgono. Abbiamo parlato di un esercizio semplice da ripetere la sera, ripercorrendo la giornata per capire cosa avresti potuto fare diversamente. Provaci, e facci sapere se ha avuto effetti positivi sulla costruzione della tua intelligenza emotiva.
Spero che questo articolo abbia generato spunti di riflessione utili. Come sempre, ti ricordo che in Condability aiutiamo ogni giorno voi amministratori di condominio a gestire questi aspetti di tenuta contabile e vi accompagniamo come partner strategico nella formazione e crescita dei vostri studi condominiali. Se anche tu vuoi fare un salto di qualità nella gestione della tua contabilità e del tuo studio, contattaci.
Stefania



